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23 novembre 2013

annunciano il loro matrimonio: a Gjehawen

la Nora
la prova per nuovo invito di matrimonio in collaborazione con lo studio Mompracem (Venezia)

20 gennaio 2012

La Tigre!

Sandokan si diresse bruscamente verso la porta, che aprì furiosamente. - Dove vai? - gli domandò il Portoghese arrestandolo con ambe le mani. - Ritorno a Labuan - rispose con voce rauca il pirata. Domani dirai ai miei uomini che gl'Inglesi mi hanno ucciso. Non udranno più mai parlar di me, e tu sarai la nuova Tigre... io ritorno da lei!
- Sandokan! - esclamò Yanez circondandolo con ambe le braccia e traendolo verso di sé. - Sei pazzo tu per ritornare a Labuan, solo, con simil volto, laggiù, dove ti daranno la caccia come una belva feroce, dove non avrai un amico che ti difenda, quando a Mompracem vi sono cento e più uomini pronti a seguirti in capo al mondo? Rimani, Sandokan, lo voglio. Voglio che tu ritorni l'antica Tigre della Malesia pur amando.
I due pirati si precipitarono l'un nelle braccia dell'altro e rimasero così, stretti. 
Un fischio prolungato, un fischio d'allarme li separò bruscamente. Entrambi lo riconobbero.
- Giro Batoë! - esclamò Sandokan, slanciandosi verso la porta sospettando qualche cosa d'insolito.
- Giro Batoë! - ripeté il Portoghese, che aggrottò la fronte, seguendolo frettolosamente.
La notte era egualmente oscura come poche ore innanzi, ma con tutto ciò i due pirati scorsero il Malese che saliva come una scimia facendo i gradini a quattro a quattro. In pochi istanti giunse fino alla piattaforma.
- Siete voi capitano? - domandò egli avanzandosi frettolosamente.
- Sì, e che vuoi, Giro Batoë? Che significa la tua presenza a un'ora così tarda e in un luogo ove non hai nulla da fare? - domandò Sandokan con voce collerica. - Spicciati: se sei venuto per parlare, parla, se non hai nulla di serio ritorna alla tua capanna prima che mi venga l'idea di gettarti dalla rupe.
- Sarò breve. I prahos sono giunti ora - disse Giro Batoë.
- Bene, e poi? - domandò il Portoghese. - Se era per venire a dirci questo, potevi andartene a dormire.
- Non è tutto. Hanno portato delle notizie inquietanti. A quanto udii un incrociatore si è fatto vedere al sud dell'isola. Pare che sia venuto da Labuan, e che abbia idea di mostrarsi dinanzi al villaggio.
- Ah! - esclamò Sandokan. - Credono adunque le giacche rosse, che noi siamo ancora in mare? Se sono venuti per questo, possono tornare a Labuan. Che hanno detto i nostri uomini?
- In fede mia, capitano, non si inquietano tanto e si sono accontentati di porre alcuni buoni artiglieri dietro i terrapieni del sud. Hanno creduto bene di lasciar dormire il capitano Yanez.
- Si ignora adunque che sono ritornato da Labuan?
- Perfettamente, Tigre della Malesia. Non mi avrebbero creduto, e poi l'effetto sarà più grandioso e più inaspettato quando comparirete in persona. Credete che abbia fatto male?
- No, mio bravo Giro Batoë. Va a dir loro di raddoppiare le sentinelle e di caricare i cannoni. No, rimani, che voglio preparare io una graziosa burla al piroscafo quando navigherà in queste acque.
- Che hai in capo di fare? - domandò il Portoghese.
- Lo vedrai, Yanez. Aspettiamo il suo arrivo; sono sicuro che non tarderà a presentarsi dinanzi al villaggio.
I tre pirati si accomodarono all'aperto, sedendosi sulle trincee sfondate accanto agli scheletri, cogli occhi rivolti al sud, l'uno accarezzandosi il mento come uomo che ha trovato ciò che cercava, e gli altri due curiosi di veder ciò che doveva accadere.
Passò un'ora senza che il piroscafo segnalato si mostrasse all'orizzonte, e durante la quale nessuno dei tre disse parola. Si credeva già che avesse preso il largo, quando all'alba furono veduti i suoi fanali ancora accesi che brillavano nella semi-oscurità. Veniva dal sud, navigando a un duecento passi dalla costa e avanzandosi a piccolo vapore. Si sarebbe detto che con una insolente bravata volesse sfidare i pirati di Mompracem.
- Eccolo - disse il Portoghese. - La canaglia si crede di essere ben forte per passare sotto costa.
- Meglio così: avrà agio di vedermi senza l'aiuto di cannocchiali - rispose Sandokan. - Ohe! Giro Batoë, accendi un fuoco presso di me, bisogna che mi scorga bene, che gli mostri che la Tigre della Malesia è ancora viva.
Il Malese non se lo fece ripetere. In pochi istanti accese un gigantesco falò capace di essere veduto a venti miglia in mare.
- Bene - disse Sandokan. - Ora scendi al villaggio e dìai miei tigrotti di imboscarsi dietro le batterie. Quando alzerò la mia bandiera che facciano ruggire i cannoni.
Il piroscafo continuò ad avanzare attirato da quel chiarore insolito passando dinanzi al villaggio a piccolo vapore e a meno di quaranta passi dalla costa. Quando giunse dinanzi alla gran rupe, Sandokan uscendo dall'ombra comparve improvvisamente accanto al fuoco: egli si arrestò sull'estremo ciglione colle braccia tese verso di lui e l'occhio fisso su di un uomo che si teneva in piedi sul ponte di comando.
- William! William! - esclamò egli con iscoppio furioso. - La Tigre! - esclamò quell'uomo che non era altro che il baronetto William. - Guardami in volto! Guardami! - urlò la Tigre della Malesia avvicinandosi ancor più all'abisso sotto il quale rimuggiva il mare con fracasso. - Sono vivo! Vi rispose una tremenda bestemmia seguita da una scarica di fucili. - Arrivederci a Labuan! - disse Sandokan ghignando. - Ci ritroveremo, maledetto da Dio e quel dì berrò il tuo sangue! Si vedevano allora un centinaio di ombre agitarsi sulle batterie del villaggio. Sandokan afferrò la rossa sua bandiera e la levò mostrandola al piroscafo, il quale cercava di virare di bordo per accostarsi alla spiaggia. Un primo colpo di cannone tenne dietro a quel comando, poi dieci, venti, cinquanta: le trincee, i terrapieni, le lunette, i fossati, i prahos in un baleno s'empirono di fumo ruggendo.
Una tremenda grandinata di ferro piovette sul piroscafo demattandolo e rasandolo come un pontone, costringendolo a prendere il largo a tutto vapore, mentre che i pirati correndo sulla costa gridavano ad una voce: l'isola.
- Viva Mompracem! Viva la Tigre della Malesia!
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