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16 febbraio 2016
16 dicembre 2015
tattaradà!
01 ottobre 2015
03 settembre 2015
letterpress! letterpress! un bastimento carico di letterpress!
Fa' dunque che noi che abbiamo il dono del presente,
lo si possa usare e godere.
Questo devo confessare metto nelle mie preghiere al mattino.
Virginia Woolf, Le onde.
foto della collana Print & Poetry presentata al Festival parco Poesia di Rimini,
tutta eseguita in letterpress dagli amici dell'Accademia di Belle Arti!
09 maggio 2015
print & poetry
ancora immagini dei libri d'arte della collana Print & Poetry stampati in letterpress, esposti in occasione delle celebrazioni per Aldo Manuzio all'Accademia di Belle Arti di Venezia (23 aprile 2015)
foto del libro n. 2 con poesia di Stefano Strazzabosco e incisione di Andrea Serafini
06 maggio 2015
stampa preziosa in letterpress: parole che restano
ecco un magico modo di impiegare il letterpress:
l'evento tenutosi all'Accademia di Belle Arti di Venezia
il 23 aprile 2015
dedicato al cinquecentenario di Aldo Manuzio, l'importante editore veneziano che inventò i libri di formato "portatile"
foto dall'alto: la biblioteca dell'Accademia, dove si è tenuto l'evento: si tratta di una piccola cappella - la rara copia dell'Hypnerotomachia Poliphili, stampata da Manuzio nel 1499 a Venezia - locandina della giornata di studi, intitolata "Parole che restano" - la collana di libri d'arte eseguiti a mano "Print & Poetry" - le matrici delle lastre originarie delle incisioni eseguite da noti artisti, docenti dell'Accademia di Belle Arti, impiegate all'interno dei libri assieme alle poesie di poeti italiani - le teche con i libri d'arte.
23 aprile 2015
yes, letterpress, please!
La stampa in letterpress è dunque una tecnica con cui si possono stampare biglietti da visita, cartoline, manifesti, piccole pubblicazioni e libretti con un procedimento manuale, artigianale, come un tempo.
Le matrici con le scritte - molto spesso realizzate con i caratteri mobili in piombo o in legno - e i disegni vengono inchiostrati e stampati su carta tramite dei vecchi macchinari recuperati fortunosamente e con tanta passione (e spesa!) presso vecchie tipografie in disuso, collezionisti di cose d'antan, mercatini e ferrivecchi. Sì, anche così: la maggior parte di questi strumenti infatti non funzionano più, sono arrugginiti, rotti e abbandonati. Noi li raccogliamo, li portiamo da dei rari e quasi scomparsi professionisti che li sanno curare con sapienza e rimettere in sesto, li facciamo trasportare - talora in modo avventuroso! - presso il nostro studio. Sono tutti macchinari che pesano molto e richiedono braccia valenti e sapute, che sappiano come muoverli!
L'effetto della stampa in LETTERPRESS è unico e molto speciale: richiama per certi aspetti quello della stampa su legno, la xilografia, e dà meravigliosi effetti di profondità e chiaroscuro nei punti in cui le lettere sono impresse sulla carta, creando spessori e rilievi di rara intensità.
L'effetto della stampa in LETTERPRESS è unico e molto speciale: richiama per certi aspetti quello della stampa su legno, la xilografia, e dà meravigliosi effetti di profondità e chiaroscuro nei punti in cui le lettere sono impresse sulla carta, creando spessori e rilievi di rara intensità.
Negli USA da alcuni anni oramai il letterpress è in pieno revival ed è anzi diventato una vera moda, soprattutto per le partecipazioni di matrimonio e i biglietti da visita, e tanti studi - spesso al femminile! - si dedicano a queste ricerche, talora abbinandole ad una attività di graphic design, come fa NORA LETTERPRESS, che però realizza anche creazioni disegnate e progettate da altri studi grafici.
20 febbraio 2015
Ritrovare qualcosa dello stupore

3.
Come parlare di queste "cose comuni", o meglio, come braccarle, come stanarle, come liberarle dalle scorie nelle quali restano invischiate; come dar loro un senso, una lingua: che possano finalmente parlare di quello che è, di quel che siamo.
Forse si tratta di fondare finalmente la nostra propria antropologia: quella che parlerà di noi, che andrà cercando dentro di noi quello che abbiamo rubato così a lungo agli altri. Non più l'esotico, ma l'endotico.
Interrogare quello che ci sembra talmente evidente da averne dimenticata l'origine. Ritrovare qualcosa dello stupore che potevano provare Jules Verne o i suoi lettori di fronte a un apparecchio capace di riprodurre e trasportare i suoni. Perché è esistito, questo stupore, e con esso, migliaia d'altri, che ci hanno plasmato.
Interrogare quello che ci sembra talmente evidente da averne dimenticata l'origine. Ritrovare qualcosa dello stupore che potevano provare Jules Verne o i suoi lettori di fronte a un apparecchio capace di riprodurre e trasportare i suoni. Perché è esistito, questo stupore, e con esso, migliaia d'altri, che ci hanno plasmato.
foto in alto da qui; in basso da qui, oltre che dal nostro pinterest nella cartella "it's magic!"
foto al centro: le nostre scatole in cartone per Carla Chemello con motivi vintage di sport invernali!
25 marzo 2014
nello studio...
nello studio di Nora letterpress: carte pronte da stampare e libretti, le tarlatane... una delle tante piccole Boston per fare i biglietti da visita (con un pesce vintage in plastica!) e un cartello work in progress: pronti per cominciare con le stampe di primavera!
07 febbraio 2014
una breve storia della stampa_11: le cassettiere
i caratteri mobili, una volta impiegati, vanno riposti nelle apposite cassettiere...
questi caratteri mobili in metallo sono piccini piccini, sottili sottili.. quando si usano occorre tanto tempo e tanta attenzione...
anche questi sono altri caratteri mobili di Nora letterpress
questi caratteri mobili in metallo sono piccini piccini, sottili sottili.. quando si usano occorre tanto tempo e tanta attenzione...
anche questi sono altri caratteri mobili di Nora letterpress
31 gennaio 2014
una breve storia della stampa_9: caratteri in legno
caratteri mobili in legno di piccole e grandi dimensioni di Nora letterpress
i nostri caratteri mobili derivano da una impegnativa ricerca presso vecchie tipografie, con qualche dono da parte di cari amici ex professionisti del settore
nella foto in alto, anche una recente piccola edizione realizzata da Nora letterpress su commissione con una poesia inedita in francese e una incisione a tiratura limitata di un bravo artista italiano
23 gennaio 2014
una breve storia della stampa_6: il torchio di William Morris.. e quello dello studio Nora letterpress!
questo torchio è un modello Albion Press.. be', ce l'abbiamo anche noi nello studio!
foto sopra: torchio Albion Press ottocentesco nello studio Nora letterpress..
foto sotto: torchio Albion Press di William Morris, courtesy Christie's New York
17 gennaio 2014
una breve storia della stampa_2: il signor Gutenberg o della stampa in rilievo
Il più antico sistema di stampa è quello della stampa in rilievo, che era un tempo eseguita con incisioni in legno e la cui storia nasce già nel 200 dC in Cina. Poi il tedesco Johannes Gutenberg attorno alla metà del quattrocento inventò i caratteri mobili in metallo.
La procedura "tipografica"(tipi = caratteri, grafia = scrittura) consente la riproduzione di libri basandosi sul principio della stampa in rilievo.
foto in alto: ritratto di Gutenberg da biography.com
sotto: printing press in legno (1568), queste presse potevano produrre oltre 240 stampe all'ora (immagine da da en.wikipedia)
05 gennaio 2014
un tale spettacolo di sogni che, a raccontarli, sembrerebbero le Mille e una Notte
2.
Le sue membra "erano però di un disegno così nobile; e la sua ossatura così vigorosa sotto le carni delicate, che ella appariva quale una gigantessa sacra, una statua dipinta della Processione. Il colore della sua pelle era di un bruno olivastro, e la testa piuttosto piccola, di profilo appariva un po' grifagna, per via del naso fortemente aquilino; ma vista di fronte, ti raddolciva il cuore: in grazia del sorriso, la cui bocca, piccola e carnosa, mostrava dei denti che somigliavano al gelsomino d'Arabia. E in grazia degli occhi i quali (sotto i sopraccigli nerissimi), erano di un ovale sottile, di un colore nero vellutato, lucente,; e riflettevano dei pensieri di un'allegria tanto consolante, che, a guardare quegli occhi, ti pareva di sentir dialogare due uccelli.
Le sue membra "erano però di un disegno così nobile; e la sua ossatura così vigorosa sotto le carni delicate, che ella appariva quale una gigantessa sacra, una statua dipinta della Processione. Il colore della sua pelle era di un bruno olivastro, e la testa piuttosto piccola, di profilo appariva un po' grifagna, per via del naso fortemente aquilino; ma vista di fronte, ti raddolciva il cuore: in grazia del sorriso, la cui bocca, piccola e carnosa, mostrava dei denti che somigliavano al gelsomino d'Arabia. E in grazia degli occhi i quali (sotto i sopraccigli nerissimi), erano di un ovale sottile, di un colore nero vellutato, lucente,; e riflettevano dei pensieri di un'allegria tanto consolante, che, a guardare quegli occhi, ti pareva di sentir dialogare due uccelli.
La ragione per cui donna Amalia non ingrassava troppo era che, nell'intimo di lei, continuava ad ardere, senza mai consumarsi, quel fervore che una donna comune può conoscere quando è bambina; ma che poi si frena in gioventù, e tramonta nell'età adulta.
I sentimenti, i pensieri di donna Amalia erano sempre in moto, sempre accesi; e perfino nel sonno non si quietavano, giacché il suo riposo era un tale spettacolo di sogni che, a raccontarli, sembrerebbero le Mille e una Notte."
Elsa Morante, Donna Amalia (1963)
immagini della plaquette realizzata da Nora letterpress come dono-bomboniera in occasione del battesimo di Stella
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