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24 marzo 2012

potessi almeno questa notte stringerla fra le mie braccia

- Oh! - esclamò egli. - Potessi almeno questa notte vederla, potessi almeno questa notte stringerla fra le mie braccia e rapirla, rapirla dalle mani dei maledetti che la tengono prigioniera!
Egli mandò fuori un profondo sospiro che pareva un rauco suono. Il Portoghese che gli veniva dietro l'udì.
- Che! Che hai fratellino mio da sospirare? - chiese egli sorpreso. - Per mille spingarde! Tu puoi essere contento di questa notte.
- Non del tutto, Yanez - rispose il pirata. - Sperava di poterla, dopo tanti giorni, rivedere.
- Tu esageri, Sandokan; non sono ancor quattro o cinque giorni che l'hai lasciata. E poi, che vale vederla questa notte quando domani saprà che tu ronzi nei dintorni vegliando, e che domani a notte darai la scalata. Allora fratello mio, potrai parlare a tuo agio, e fors'anche strappar quella maledetta inferriata.

11 gennaio 2012

A Mompracem

Le tenebre, che calavano rapide, posero in breve fine alle loro investigazioni. Il vento era scemato, ma la canoa, quantunque assai lentamente, continuava ad avanzare verso le coste ormai quasi invisibili di Mompracem.
Si poteva smarrirsi, stante la mancanza di stelle, coperte da un nero velo di fitti vapori che erravano nell'aria da due giorni ma fortunatamente i lumi e i fuochi accesi nelle capanne vennero in loro soccorso per indicare la via. Unendo i remi alla vela, i due pirati, dopo due ore sani e salvi, e senza aver destato l'allarme, sbarcavano sulla riva a duecento passi dalla rupe tagliata a picco sul mare, sulla cui cima stava come un'aquila l'abitazione della Tigre.
Tirata a secco la canoa, che minacciava di venir capovolta dalla risacca, raccolte le armi e tutto ciò che vi era di buono da asportare, si diressero senza far rumore verso la rupe, alla cui base spumeggiava il mare con prolungati muggiti. Sandokan, nel sentirsi sotto i piedi la sua isola, che faceva parte della sua vita, che considerava carne del suo corpo, come il mare faceva parte del suo sangue, respirò, e forse per un momento, per un lampo dimenticò Labuan e forse Marianna.
*
da Emilio Salgari, La Tigre della Malesia, 1884-86
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